- Cerretani Giovanni - D’Ortenzio Giammaria
- Ciarfella Egidio - Giampietro Federica
- Colella Ester - Iaione Davide
- Manuela Di Cecco - Ianni Stefano
- D’Alfonso Tiziana - Nando Giuliani
- D’Antonio Yuri - Linari Enrica
- D’Antonio Manuel - Lucente Marco
- Di Battista Lorenzo - Mancini Giovanni
- Di Domizio Angela - Mancini Cristian
- Di Domizio Paola - Mancini Antonella
- Roberti Marco - Pavone Stefano
- Di Gregorio Giulio - Scardetta Domenico
- Di Rico Antonio - Salerni Sharon
- Di Vita Gabriella - Di Gregorio Stefano
- Di Vita Daniela - Menenio De Vincentis
- Gelsumini Marianna - D'Intino Valentina
Ci presentiamo
Chi si riconosce in questo documento intende esprimere tre adesioni:
- alla Margherita, in quanto realtà politica di decisivo ruolo per il futuro dello schieramento del centro-sinistra;
- alla centralità delle questioni sociali, culturali e giovanili che, senza nulla togliere ad altre decisive tematiche dell’attualità e del futuro della politica italiana, rappresentano per noi punti davvero importanti per oggi e per il futuro.
- alla piena armonia nello stare insieme in questo circolo, che vede all’interno soprattutto un gruppo di giovani fatto di idee e di proprie intenzioni atte a mettere a sevizio della comunità.
Sulla base di queste opzioni, ci impegniamo a creare questa nuova realtà nel nostro territorio, tenendoci sempre collegati attraverso una struttura agile ed efficace agli altri livelli quali quelli provinciali regionali e nazionale.
I nostri riferimenti sociali
A nostro avviso, il circolo deve canalizzare nella vita politica le istanze sociali e dare ad esse adeguate risposte. Per questo, i riferimenti principali che assumiamo sono il volontariato, le attività non profit, il lavoro per i giovani, la scuola, tutto il mondo giovanile, il nostro territorio di appartenenza. Ciascuno di questi settori ha soggetti di rappresentanza la cui autonomia va rispettata ed auspicata. Ma proprio perché il sistema politico deve tale rispetto, è essenziale che al suo interno ci siano soggetti e luoghi ove sia possibile produrre sintesi, confronti, proposte, iniziative.
Le opzioni di fondo da valorizzare
Nel riconoscerci nei valori fondativi della Margherita, ci sentiamo impegnati nella valorizzazione:
- della persona, in quanto soggetto di diritto di cittadinanza sia che goda di una condizione di benessere che di malessere sociale ed economico; in quanto soggetto a cui assicurare un ambiente sociale, educativo, informativo e di esercizio della democrazia che sia realmente pluralista; in quanto soggetto che deve essere sempre posto nelle condizioni di esercitare la propria capacità critica e di responsabilità e quindi tutelato sia dagli eccessi dello statalismo che dagli estremismi del libero mercato.
- di tutto ciò che ruota intorno al mondo “giovani” perché crediamo che sia una delle categorie spesso delle volte messe da parte e quindi non valorizzata abbastanza.
- dalla sussidiarietà, come criterio fondante un welfare comunitario, la formazione delle classi dirigenti e l’infrastrutturazione della società civile. Con questa visione dell’organizzazione civile ed istituzionale delle società, la globalizzazione non assume un ruolo egemonico ma può diventare un elemento di sostegno alla “buona redistribuzione della ricchezza e dei poteri”.
- del lavoro, espressione non solo di giustizia ma di dignità e di libertà. Il progresso sociale e tecnico rendono realizzabile l’obiettivo del lavoro come autodeterminazione della personalità individuale e ad essa vanno orientati i cambiamenti proprietari delle aziende, quelli professionali, quelli relativi alle politiche attive del lavoro, quelli dei diritti.
- della cultura, in tutte le sue espressioni, consentendo agli individui non solo un adeguato inserimento nel lavoro, attraverso una formazione permanente per tutta la vita, ma soprattutto un innalzamento generale delle conoscenze come base per accrescere la coesione sociale e la capacità inclusiva delle comunità locali.
Gli obiettivi più immediati per il Paese
Senza voler essere esaustivi e senza la pretesa di definire un programma d’azione, ma per rendere più attuale e concreta la nostra identità e la nostra capacità d’iniziativa nel mondo politico, individuiamo i seguenti obiettivi:
- un’economia sociale attenta non solo all’accumulazione capitalistica ma alla partecipazione dei lavoratori alla concertazione delle opzioni fondamentali di politica economica, oltre che alla proprietà e alle decisioni strategiche dell’impresa; in questo contesto, deve ampliarsi lo spazio per la cooperazione e l’impresa sociale in tutti i settori economici e sociali.
- un Welfare che deve fondarsi sulla diffusione delle infrastrutture per ammodernizzare il Paese e sulla diffusione del terzo settore. Soltanto in questo modo è possibile dare risposte qualitativamente elevate all’evoluzione dei bisogni sociali che, in questi ultimi anni, sono cambiati e diversificati. Infatti, tanto quelli dell’infanzia come quelli dell’anzianità hanno subito mutamenti profondi per i quali vanno individuate politiche sociali innovative.
- La formazione come investimento strategico del Paese per avere dei cittadini capaci di benessere nel mondo globalizzato. Ciò implica che tra pubblico e privato ci sia una reale complementarietà nella fornitura di basi educative, sistemi di insegnamento, capacità diffusive del sapere. E nell’ambito del privato, gli enti di formazione professionale devono essere sempre più considerati dei pilastri educativi fondamentali non solo in una visione lavoristica ma in quanto capaci di incrementare il capitale sociale della comunità nazionale.
- La “buona occupazione” in quanto risultato del superamento della questione meridionale, del ridimensionamento del lavoro sommerso e dell’affermazione di una flessibilità sostenibile.
La buona occupazione è anche determinata da un sistema di welfare che non metta le varie figure lavorative (dipendente, autonomo, cococo, socio lavoratore, ecc.) in competizione per i costi contributivi differenziati, per cui va realizzata una revisione del sistema previdenziale. Infine, la buona occupazione dipende anche da un efficiente struttura di servizi all’impiego che facilitino e favoriscano l’entrata al lavoro dei “giovani” e la minore permanenza possibile nella condizione di disoccupato o inoccupato.
Dentro uno Stato leggero
E’ nostra consapevolezza che la rappresentanza politica deve confrontarsi con la rappresentanza sociale. E quanto più questa è consistente, tanto più robuste saranno le soluzioni. I corpi intermedi in un sistema istituzionale come quello italiano sono essenziali per fare esprimere al meglio le esigenze della società. Ciò può avvenire esaltando il ruolo della municipalità, consolidando le funzioni delle Regioni, riducendo il peso gestionale e burocratico dello Stato. Ma soprattutto utilizzando la vitalità dei “giovani”, del volontariato, del terzo settore e delle infrastrutture.
Il bisogno di modernità e di miglioramento deve coniugarsi con quello della coesione sociale e della solidarietà. Questo vogliamo fare.